.... dal mio diario, lettere ad un amico

-) in bilico con il destino (-

... caro amico di sempre, quando leggo le tue lettere mi vengono i brividi, e quando parli di me mi sento piacevolmente radiografata, credimi sei fantastico, hai analizzato e posto in sintesi il modello comportamentale che mediamente assumo, di fronte alle tue parole mi sento nuda e senza difese … non posso che farti i complimenti.
Sei una persona molto dolce e di rara sensibilità, come potrei io abituata mio malgrado a sconce avventure, diventata ormai ostile e diffidente, anche se vogliosa e irrequieta, trovare un giusto equilibrio tra il diniego totale e l'antitesi più profonda. Molto spesso ci penso all'eventuale incontro ma poi la paura delle conseguenze mi spinge a richiudere la porta del mio cuore, e se lascio aperto uno spiraglio, io così labile cinque minuti dopo già mi pento, il cuore si spezza e mi mortifico senza alcuna ragione. Sono crudele con me stessa, si ne sono consapevole, forse devo spiare le mie colpe passate, anche quando pongo un limite alle mie parole, forse la mia insicurezza sta anche nella paura di deluderti. Non lo so! Ed ecco che metto in campo le mie difese, forse ho imparato troppo bene dal mondo a non concedermi con facilità, a non andare oltre, ad aver paura di spiccare il volo.
Forse non l'ho imparato ma era già scritto dentro di me!
Mia madre dopo la nascita di mio fratello voleva assolutamente una figlia, assolutamente femmina e invece sono nato io … un brutto rospo, ma lei non si diede per vinta e mi allevò ne più ne meno come se avesse avuto davvero una bambina. Arrivai dapprima al l'asilo e poi alle elementari in uno stato di grande confusione sentimentale e comportamentale, in molte occasioni dai miei compagni fui dapprima derisa e poi sottomessa anche picchiata fuori dalla scuola
..... continua quì

-) il riscatto della mia vita (-

Mio caro, grazie della tua amabile risposta che aspettavo, credimi, con ansia e con un po' di timore nel tuo giudizio, non so mantenere la puntualità, è un mio difetto o forse pregio, quello di non seguire un modus vivendis che possa in qualche modo essere condivisibile senza creare aspettative o promesse mancate. Sarei dovuta nascere nei primi del novecento in cui i ritmi blandi erano comunque legati alla velocità delle carrozze a cavallo e al ciclo solare, oggi si bruciano le tappe pretendendo tutto e subito, no! questo non è il modo giusto per sorridere la vita se ha valore di essere vissuta.
In ogni caso all'origine delle mie mancanze e ritardi c'è indubbiamente il destino che riesce fatalmente ad introdursi tra me ed i miei desideri, creando una sorta di barriera provvisoria per darmi il tempo di ragionare, quasi posta per proteggermi. Ad esempio, se fisso un appuntamento amoroso o semplicemente sessuale ecco che emerge un'esigenza improvvisa, una necessità di lavoro magari dopo mesi di silenzio, il computer che si guasta, la cam che fa le bizze (i driver che spariscono), il telefono con la sim bloccata, un incidente, magari perdo l'aereo per colpa del traffico, ecc.. Secondo la totalità delle persone, grette e qualunquiste, tutto questo è solo sfiga. Mah! Io invece sono fatalista ed allora penso al mio angelo custode che mi sta proteggendo, e tu amico mio credi agl'angeli ? Insomma il mio bicchiere e sempre mezzo pieno !
..... continua quì

-) un mondo oltre il pensiero (-


... non amo sentir squillare il telefono, quel trillio anche se addolcito da un motivetto piacevole mi fa sussultare il cuore ogni qualvolta che improvvisamente suona, rompendo così il silenzio della mia vita, pochi attimi che ansiosamente mi fanno pensare “chissà, è forse qualcuno che mi desidera o forse una brutta notizia, forse un nuovo lavoro, un'amica? ma no senz'altro sarà una seccatura”.
Di certo non è il mio amore, purtroppo, io amor non ho, da cui sperare in un gentile pensiero!
Così guardo il display per cercar conforto e leggervi un sorriso, un nome amico, ma aimè non appare alcun nome, alcun segnale rassicurante, sicuramente uno sconosciuto che ha deciso di procurarmi solo un po' di agitazione, ma chi sarà e cosa vorrà da me?
La curiosità è forte e vorrebbe imporsi sul mio buon senso.
Mi sento un po' turbata allorché decido di non rispondere, ma il trillo continuava inesorabile, perché rispondere, pensai, ma il trillo continua all'infinito, e che fare? Ormai persa la tranquillità in questo tiepido pomeriggio assolato, decido che è meglio spegnere il telefono e tornare a godere di quel tepore che il sole regala in quelle fresche giornate di primavera, un po' di egoismo non guasta mai.
Faccio un profondo respiro … premo il tasto rosso e il telefono tace finalmente, ho rotto così i ponti con il mondo, nessuno può più disturbarmi fino a che io lo voglia, sono io padrona e solo dal silenzio mi lascio dominare.
..... continua quì

-) l'oasi della salvezza (-

... fin da giovane ero attratta dalla fotogarfia e consideravo l'immagine stampata come un mezzo di comunicazione assai completo, ricco di informazioni e capace di trasmettere messaggi indelebili, che potevano raggiungono tutti, nel profondo della propria anima. Dopo un periodo di studio, decisi di praticare seriamente, avevo iniziato come dilettante a fare dei reportage fotografici, ma anche se mi impegnavo moltissimo e studiando i migliori fotografi, restavo comunque una pessima reporter. Io stessa criticavo i miei lavori e riconoscevo in me una scarsa sensibilità, nel cogliere, quella porzione di immagine, o quel dettaglio, che meglio potevano descrivere, in semplice sintesi, un soggetto o un evento nel momento in cui avveniva. Comunque non mi preoccupavo della poca esperienza e credevo che solo attraverso lo studio e l'applicazione continua, avrei acquisito, strada facendo, la capacità di cogliere al volo l'emozione e fissarla sulla pellicola.
Un giorno assai cupo e nuvoloso, privo di stimoli, ricevo inaspettatamente una telefonata da un conoscente che vuole invitarmi a cena, io li per lì non mostro molto interesse e quasi non accetto l'invito, la mia natura qualche volta sospettosa stava innalzando quel muro di protezione tra me e quelle persone che non ho mai considerato aperte e sincere, per cui anche il mio cuore ne diniegava l'esistenza. Lui però, incalzato dai miei rifiuti, non si da per vinto e insiste, cercando di convincermi ad accettare pur non rivelandomi il vero motivo dell'incontro. Ecco, pensai, che rispunta in lui quella non sincerità di cui ne ero veramente convinta, io però, di fronte alle sue gentili parole, non mi piego ma cerco ripetutamente di chiedergli <perché ti ostini a volermi incontrare, sei forse diventato curioso di me, non ti faccio più schifo? o forse non ti ricordi chi sono io, dimentichi anche che abbiamo in più occasioni solo litigato, tu che pur non dicendomelo apertamente, hai sempre parlato male di me, e poi mi hai sempre lasciato intendere che io ti davo fastidio, e non desideravi avermi nella lista delle tue conoscenze, se forse passato dall'altra sponda ? >.
..... continua quì


Home | About Us | Privacy Policy | Contact Us | Copyright©2000-2008 Irene.Trav